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Sofia Guglielmina

Nome e Cognome del defunto Sofia Guglielmina
Estremi cronologici n. Annover 1773-6(?) – 28 febbraio 1833-6(?)
Nazionalità tedesca
Datazione del monumento prima metà XIX secolo
Tipologia (terranea, a croce, cippo, colonna spezzata su plinto, edicola, sarcofago) Cippo di forma cilindrica
Iscrizioni/epigrafi (in lingua originaria con traduzione)  SOFIA GUGLIELMINA / DEGLI OTTIMATI BARONI DI HASBERG, / DALL’ANNOVER OVE NACQUE, /ALLA PRUSSIA OVE ECCELSE / PEREGRINANDO QUI GIUNSE, / E QUESTA PIETRA OR NE COVRE LA SALMA / SVARIATE EBBE VICENDE, ANIMO EGUALE SEMPRE / NELLA SOMMA FORTUNA NON SUPERBI’ / NON INVILI’ NELL’AVVERSA / AI POVERI FU MADRE / AI SERVI AMICA / AGLI AMICI PARENTE / ALLA FIGLIA TUTTO. / SOFIA ELOISA / MARCHESA D’ALBERGO DELLA CIMARRA / GRATISSIMA INCONSOLABILE / ALL’OTTIMA MADRE / QUI PREGA IN PACE / VISSE 70 ANNI CIRCA /MORI’ IL 28 FEBBRAIO 1833-6(?)
Stato di conservazione Il monumento è in buono stato, anche se le piante spontanee che  crescono sulla sommità rischiano di danneggiarlo gravemente. 
Dimensioni (lunghezza, larghezza, altezza) altezza cm.198, circonferenza cm. 33,5
Collocazione in planimetria  n.8
Descrizione Il monumento è in pietra arenaria, di forma cilindrica,  semplice nella struttura, abbellito dalla presenza di due fregi, posti rispettivamente uno alla base e l’altro sulla parte sommitale. Quello posto alla base è decorato a quadrifogli all’interno di cerchi divisi da una foglia, mentre il fregio sommitale sembra costituito da conchiglie poste una accanto all’altra. Sul retro del monumento, in corrispondenza dell’epigrafe, è raffigurato uno stemma dal forte valore simbolico collegato alla dedizione, all’impegno e alla generosità della nobildonna tedesca. Lo stemma, di forma ovale, è diviso in quattro quadranti: in alto a sinistra è raffigurata una corona; in alto a destra un simbolo cristologico, un pellicano che si squarcia il petto per nutrire i figli con il proprio sangue; nei due quadranti in basso spighe di grano, simbolo del lavoro. 
Notizie storiche relative al personaggio  La nobildonna visse in Germania, in seguito si trasferì a Palermo dove si dedicò ai poveri, agli orfani e alle persone più bisognose.